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Orbea Rise

Orbea Rise

25-02-2021

TEST ORBEA RISE

Potrei stare qua a scrivere parole su parole di dati tecnici, caratteristiche e specifiche sulla Orbea Rise. Presentata in ottobre 2020 con un lancio in grande stile, ad oggi ancora pochi hanno avuto la fortuna di poterla toccare con mano. Quei dati li potete trovare facilmente sul loro sito, ma personalmente credo che a voi interessi di più sapere cosa potete apprezzare, pedalando questa nuova E-mtb.

Iniziamo questa testimonianza partendo da ciò che percepiscono i nostri occhi, perché in fondo anche l’occhio vuole la sua parte. I designer di Orbea hanno fatto un lavoro sublime, nel tentativo di rendere questa E-mtb molto bella ed elegante, con un integrazione davvero piacevole tra telaio e motore; ci si rende subito conto di essere davanti a qualcosa di diverso. Il primo pensiero che ha attraversato la mia mente è stato: “Dà veramente l’impressione di una bici muscolare”. Probabilmente ci siamo abituati all’immagine imponente tipica delle E-bike, con il tubo obliquo enorme per far spazio alle batterie sempre più capienti, e di conseguenza l’effetto dato dalla Orbea Rise è ancora più marcato. La batteria da 360 Wh è una delle più leggere e compatte sul mercato completamente integrata nel tubo obliquo. Non è possibile estrarla dal telaio se non per motivi di manutenzione in un centro

assistenza Orbea. I motivi di questa scelta sono dettati dalle problematiche strutturali tipiche delle batterie estraibili ed anche al peso aggiuntivo necessario. Appena toccata con mano vi accorgerete subito di quanto sia leggera rispetto alle sue sorelle. Parlando di peso in termini decisamente pratici, potete togliere circa 5 kg di peso dalla E-mtb di pari livello.

Il modello in prova è la Rise M-team con una componentistica top di gamma ed un peso in ordine di marcia di circa 16,5 kg. Inoltre è stato montato il display del motore Shimano, il quale è opzionale. Nell’utilizzo senza schermo l’indicazione del livello di assistenza e della batteria residua viene segnalato attraverso dei Led colorati. Questo per chi vuole una bici estremamente pulita e minimal senza troppe cose sul manubrio. Ricordo inoltre che è possibile collegare il tutto sia all’applicazione della Shimano, per personalizzare i livelli di assistenza, sia ad un Garmin dove vengono visualizzati tutta una serie di parametri relativi al motore e batteria.

Ma ora saltiamo in sella e non sprechiamo altro tempo. Appena partiti ho notato come la posizione sia raccolta, ma anche ben centrata; l’ho trovata immediatamente piacevole. Tuttavia la prima cosa che vi sorprenderà è la sua andatura a motore spento. Se avete provato altre E-mtb, avrete sicuramente notato come siano pesanti e lente, tanto che appena la strada accenna a salire vi viene

subito voglia di farvi assistere dal motore. Con l’Orbea Rise è un altra storia, a motore spento si pedala benissimo. Invoglia a spingere sui pedali perché senti che la bici risponde invece di rallentare. Inoltre anche utilizzando il motore, quando si oltrepassano i 25 km/h non si sente quello cambiamento netto, tanto per intenderci a 30 km/h in pianura si riesce ad andare tranquillamente.

Parliamo ora dei livelli di assistenza. L’Orbea Rise con il suo motore Shimano RS (Rider Sinergy) prevede la possibilità di scegliere fra due profili: una modalità più conservativa dove la coppia massima erogata raggiunge i 47NM ed un altra dove invece il motore può raggiungere la sua coppia massima di 60 NM. In entrambe le modalità potete scegliere fra 3 livelli di assistenza Eco - Trail - Boost. Ho iniziato il giro con la modalità più conservativa per poi utilizzare quella a piena potenza nell’ultima parte.

L’intervento del motore non è mai invasivo, potreste quasi pensare che le vostre gambe siano in uno di quei fatidici giorni di grazia. Il lavoro fatto dai tecnici Orbea e Shimano, a livello di gestione del motore ha centrato in pieno l’obiettivo; dare un esperienza di pedalata estremamente naturale. L’erogazione della potenza che cambia in base alla cadenza (la potenza massima viene data solo tra le 75-95 pedalate al minuto), vi porterà ad usare correttamente il cambio.

Questo si traduce anche in un grande risparmio di energia, perché diffida dall’utilizzare rapporti troppo lunghi, a bassa cadenza di pedalata e di conseguenza “farsi portare” dalla grande potenza dei motori attualmente in commercio. Sulla salita tecnica e molto ripida, non ho sentito minimamente la mancanza di una coppia maggiore. Ho utilizzato la modalità eco sulle pendenze più dolci, la trail sulle salite impegnative e il boost solo in quei piccoli tratti dove l’impegno fisico era davvero molto alto. Dovete tenere conto che il peso leggero della bici e la geometria davvero ben riuscita, sicuramente aiutano a passare con maggiore semplicità anche le pendenze più difficili.

Il nostro test si è svolto su un percorso molto vario, con salite intense ma comunque brevi. Per dare un giudizio anche sulle salite più lunghe devo andare un pò per logica. Io penso che una bici come la Rise, essendo più leggera risulta anche meno stancante da portare in salita. È vero che le altre E-mtb hanno una coppia maggiore, e di conseguenza riescono ad annullare sui pedali il peso aggiuntivo, ma in Mountain bike non contano solo le gambe. La guida su sterrato impegna anche tutto il resto del corpo ed in questo caso il motore non ci può essere di aiuto. Tirando le somme, la Rise vi porterà in cima alle vostre vette con un esperienza di guida molto simile ad una bici muscolare, ma senza dover dare fondo a tutte le nostre energie grazie al supporto del motore EP8 RS.

Ora passiamo ad uno dei motivi principali per cui tutti noi sudiamo sette camicie per arrivare in cima alla montagna; la discesa. Piccola premessa, i tratti da noi affrontati erano sia veloci che guidati, ma senza dei contenuti tecnici estremi dove poter mettere alla prova seriamente la ciclistica della bici. Detto questo la prima cosa che si nota è la facilità con cui la bici prende velocità. La reattività, ed il suo peso ridotto, vi faranno dimenticare di avere anche il motore. Trovo che la posizione in sella sia davvero ottima, non eccessivamente arretrata come capita spesso sulle E-mtb, ma questo può essere dovuto ai miei anni passati su bici front suspended. La parte anteriore della bici dà molta sicurezza sia in curva che in frenata, portando facilmente a ridurre gli spazi di frenata. Sicuramente gli ottimi Freni Shimano XTR a 4 pistoni aiutano a raggiungere questo risultato, ma molto è merito di quei 5 kg di peso in meno. Nei tratti guidati con molti cambi di direzione continui, sono andato letteralmente in estasi. La differenza qui è abissale. La bici è rapida nei cambi di direzione e non tende ad allungare la traiettoria. Puro divertimento, pari alle Mountain bike muscolari. L’Orbea Rise è giocosa, agile e strabiliante. Nemmeno lontanamente simile alle sue sorelle più goffe e robuste. Non vedo l’ora di avere la possibilità di fare un altro test su un percorso decisamente più tecnico ed impegnativo perché credo si comporterà alla grande.

Vi avevo detto che ho utilizzato il profilo più conservativo nella prima parte, e quello con la massima coppia disponibile nell’ultima parte. Nel ritrovare quindi la vetta abbiamo cercato di mettere un pò alla frusta il motore Shimano Ep8 RS, ma evidentemente non c’erano situazioni in grado di metterlo in difficoltà. Su tutte le rampe che abbiamo affrontato viene voglia di utilizzare il “boost” solo nelle pendenze più estreme, e di conseguenza adoperare maggiormente il “trail” in accoppiata con l’uso corretto del cambio. Come già anticipato precedentemente mi riservo di poter fare in un futuro un test su salite più lunghe ed impegnative, per capire se davvero si sente la mancanza di una coppia più elevata.

Per quanto riguarda l’autonomia difficile dare un giudizio a riguardo, con un percorso così vario e cambiando continuamente modalità di assistenza. Abbiamo percorso 16,32 km in 56 minuti con 364 mt di dislivello positivo e l’autonomia residua era ancora più che abbondante, cosa che fa ben sperare per i giri più lunghi. Per dare un parere personale, trovo che il ragionamento di Orbea di moltiplicare i Watt/h della batteria per 1,5 si avvicini molto alla realtà. Se contiamo che la bici si pedala molto facilmente anche senza assistenza, il peso ridotto, l’erogazione della potenza in base alla cadenza a favore di un uso corretto del cambio, credo che potremo rimanere stupiti dall’autonomia di questa E- mtb eccezionale.

Comprerei un Orbea Rise? Decisamente si. Forse rappresento quella categoria di biker che più potrebbero apprezzare la Rise. Pedalatore, non direi ben allenato perché di fatica ne faccio tanta, con una buona componente tecnica, e tanta voglia di esplorare. L’aiuto del motore mi torna utile in quei giri dove il fisico non è propriamente preparato, oppure quando si ha poco tempo e si vuole concentrare il divertimento. Allo stesso tempo in discesa dona un esperienza divertente, davvero molto simile a quello che si prova nel guidare la vostra mountainbike, con prestazioni davvero invidiabili. Insomma é una E-mtb che vi farà esaltare dalla prima all’ultima pedalata.

Questo non vuol dire che non è adatta anche a tutti gli altri biker. Semplicemente credo che per apprezzare fino in fondo la filosofia Rise, occorra un minimo di bagaglio tecnico che solo coloro che hanno già pedalato una mountainbike possono avere. Viceversa i neofiti che si avvicinano per la prima volta a questo sport, si troveranno decisamente più a loro agio con un motore avente una coppia maggiore e quella sensazione modalità schiacciasassi, data dalle attuali E-mtb da 23-24kg.


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